Presentazioni e recensioni

Qui verranno presentati e recensiti alcuni concerti di musica “classica”, ovvero rinascimentale, barocca, romantica, novecentesca e contemporanea, musica colta ovvero “music d’art”.

I contributi saranno a firma dei docenti della Scuola di Musica, ma anche gli allievi della Scuola di musica sono invitati a proporre dei loro scritti. I pezzi vanno inviati a Mauro Franceschi, curatore della rubrica, all'indirizzo: Mauro.Franceschi@provincia.bz.it.
Per le recensioni pubblicate a firma di allievi la Fondazione Haydn e la Società dei concerti di Bolzano mettono a disposizione alcuni biglietti omaggio.

"Never give up" di Fazil Say: un messaggio di speranza.

Applausi calorosi hanno omaggiato anche il grande talento della violoncellista Camille Thomas, la precisa e appasionata direzione di Nil Venditti, nochè la bella prova dell'Orchestra Haydn.

Nil Venditti, Camille Thomas e Orchestra Haydn
Nil Venditti, Camille Thomas e Orchestra Haydn

La stagione sinfonica dell’orchestra Haydn si è inaugurata all'auditorium bolzanino con le musiche di Gioacchino Rossini, Fazil Say e Felix Mendelssohn.A dirigere era Nil Venditti, Camille Thomas la protagonista del brano centrale del programma.

“Never give up” è il titolo della composizione di Fazil Say, un Concerto per violoncello e orchestra articolato in tre movimenti, ideato quale risposta agli attacchi terroristici di Parigi e Istanbul, scritto per Camille Thomas. La composizione ha avuto la sua prima esecuzione il 3 aprile 2018 a Parigi.

E’ una musica in cui ispirazione alla tradizione popolare e sperimentazione convivono, in questo senso affine alla musica di Bartok e Ligeti. Il violoncello è il protagonista della partitura, è la voce di una anima che non si arrende alla “oscurità” propria delle barbarie. Il compositore di origine turca propone fin dalla prima battuta un canto che, seppure radicato nella musica della sua terra, ha un carattere universale, sia nell’espressione del dolore, dello sbigottimento davanti alla crudeltà, che nella gioia e nella speranza.

Nell’Adagio centrale, “Terror Elegy”, che si apre con una frase struggente affidata alla quarta corda del violoncello nel suo registro acuto, il compositore ricorre anche alla forza dell’onomatopea affidando alle percussioni l’imitazione delle raffiche di kalashnikov, rammentandoci che queste emozioni hanno origine in un fatto crudele realmente accaduto. Il movimento conclusivo ha per motto “Song of Hope”, è una danza carica di gioiosa speranza.

Camille Thomas ha detto: “ Il messaggio della composizione è che nonostante l’oscurità non dobbiamo mai smettere di sperare, di aver fiducia nel genere umano, nella bellezza che vincerà sempre.” E’ un messaggio che arriva diretto e fortissimo.

Alla musica di Say sono seguiti applausi calorosi e prolungati, che hanno omaggiato anche il grande talento della violoncellista. la precisa e appassionata direzione di Nil Venditti, nonchè la bella prova degli orchestrali.

Camille Thomas ha poi preso commiato dal pubblico bolzanino eseguendo quale fuoriprogramma una affascinante pagina di Pablo Casals.

Le musiche di Rossini e Mendelssohn sono state per noi una cornice alla bellezza della nuova musica, di cui avvertiamo, assieme a molti, la necessità.